I due cani

Ἔχων τις δύο κύνας, τὸν μὲν θηρεύειν ἐδίδασκε, τὸν δὲ οἰκουρὸν ἐποίησε. Καὶ δή, εἴ ποτε ὁ θηρευτὴς ἐξιὼν ἐπ᾿ ἄγραν συνελάμβανέ τι, ἐκ τούτου μέρος καὶ τῷ ἑτέρῳ παρέβαλλεν. Ἀγανακτοῦντος δὲ τοῦ θηρευτικοῦ καὶ τὸν ἕτερον ὀνειδίζοντος, εἴ γε αὐτὸς μὲν ἐξιὼν παρ᾿ ἕκαστα μοχθεῖ, ὁ δὲ οὐδὲν ποιῶν τοῖς αὐτοῦ πόνοις ἐντρυφᾷ, ἐκεῖνος ἔφη πρὸς αὐτόν· «Ἀλλὰ μὴ ἐμὲ μέμφου, ἀλλὰ τὸν δεσπότην, ὃς οὐ πονεῖν με ἐδίδαξεν, ἀλλοτρίους δὲ πόνους κατεσθίειν.» Οὕτω καὶ τῶν παίδων οἱ ῥᾴθυμοι οὐ μεμπτέσι εἰσίν, ὅταν αὐτοὺς οἱ γονεῖς οὕτως ἄγωσιν.

1 commento:

  1. Un tale che aveva due cani ne addestrò uno alla caccia e allevò l'altro per la guardia alla casa. Quando poi il primo, andando a caccia, prendeva della selvaggina, ne gettava una parte anche all'altro. Allora il cane da caccia sdegnato, cominciò a insultare il compagno, perché lui andava fuori, sobbarcandosi continue fatiche, mentre l'altro godeva il frutto del suo lavoro, senza fare nulla. Il cane domestico gli rispose: "Non con me devi prendertela, ma col nostro padrone che mi ha insegnato, non a lavorare, bensì a sfruttare il lavoro degli altri".
    Così non si possono biasimare i fanciulli pigri, quando li rende tali l'educazione dei loro genitori.

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